Banditi a Orgosolo

Banditi a Orgosolo  di Matteo Setzu

Ci mancava una bella notizia di Orgosolo, di quelle di cronaca nera.
Era da un po’ che il paese dei murales (e non solo) non usciva alla ribalta.
E come al solito si parla di banditi.

banditi a orgosoloQuei banditi che ho avuto modo di conoscere anche io, sin da tempi remoti quando a Orgosolo ci andavo e non conoscevo nessuno, quando ancora facebook non esisteva e quando vivevo all’estero.
Assieme a me li conobbero anche amici spagnoli, francesi, italiani.
Gente che di Orgosolo non avevano mai sentito parlare e che io volevo fargli vedere.

Mi ricordo una volta dove volevo portarmi in Spagna un ricordo di Orgosolo, una bella forma di formaggio.
Il negozio era chiuso e chiesi a una passante bandito se sapeva a che ora aprisse.
Lei scortesemente chiamo’ alla proprietaria e altrettanto scortesemente ci accompagno’ a casa sua.
Questi banditi venditori di formaggio ci aprirono le porte di casa e ci spararono su due forme di formaggio che servirono ad allietare le mie giornate da emigrato.

Ricordo un’altra volta che andai, passeggiavo tra le viuzze per vedere i murales.
Un bandito di una certa eta’ stava sistemando legna fuori dall’uscio di casa sua (probabilmente nascondeva dei latitanti) e ci consiglio’ delle stradine da percorrere dove vedere altri disegni, ma prima ci invito’ a bere un bicchiere di vino nella sua tana.

Andai diverse volte e fu sempre uguale, banditi e cumbidus.

Poi arrivo’ il turno di #fotografoperpassione e iniziai a conoscere delle persone.
Per diverso tempo non riuscii a tornare a Orgosolo, temevo che quei banditi ce l’avessero con me a causa della mia latitanza dal paese.

Fu cosi che tornai e quei banditi mi aprirono le porte di casa, mi diedero un pasto caldo e una giornata in allegria.
Per pagare il riscatto portai delle malvasia di Lunamatrona e mi lasciarono libero.

Furono mesi duri, non avevo macchina e quando ne trovai una decisi di andare a vedere la festa di San Pietro che non avevo ancora visto.
Appena arrivai trovai un bandito che mi chiamo’ da lontano per invitarmi da bere al bar, sinceramente ebbi una paura cosi forte che non potevo rifiutare.
Anche quella volta riuscii a uscire e nella porta del bar successe un fatto allarmante!!
Un altro bandito mi vide e mi tocco’ tornare dentro quel bar, quello per qualche ora fu il mio nascondiglio.

Scappai miracolosamente e immortalai quella festa.
Un bandito di sesso femminile mi sequestro’ a fine processione, diceva che apparteneva alla Leva “una leva!? chissa’ per cosa la utilizzano!?”
Mi porto’ in un grande capannone dove altri prigionieri che provenivano da ogni angolo della Sardegna consumavano pasti caldi.

Un brivido mi attraverso’ la schiena, in quel momento non sapevo se fosse per colpa del vino o per la paura di non sopravvivere a tanta pericolosita’.

Uscimmo tutti, ci liberarono e in piazza iniziarono le danze.
Mi sentivo osservato, i banditi vennero poco a poco a salutarmi e chiedermi se volevo bere qualcosa.
Mi riempii di caffe’ perche’ dovevo rimanere lucido e dovevo guidare.
Loro capirono.

Di colpo decisi di scappare da tanto pericolo, era notte fonda e buia e la strada da fare era tanta.
Iniziai il giro dei saluti e ebbi paura per un nuovo sequestro, che avvenne…
Un bandito con barba e occhiali mi butto nella sua macchina, attraversammo il corso pieno di cavalli e mi libero’ davanti alla mia.

Me ne andai, non son riuscito a tornare a Orgosolo da quel giorno e quei banditi mi e’ capitato di rivederli in giro per le feste e la paura non nego che mi e’ venuta.
Quelle persone si avvicinano sempre con volti sorridenti e saluti infiniti.

Eppure quando penso alla mia sardita’ spesso ricordo quei fatti di Pratobello, quelli che riempiono di orgoglio molti sardi, quelli che per tanti dovrebbero essere presi come esempio, quelli che un paese di banditi a testa alta riuscirono a portare a termine.

Orgosolo, paese di banditi. Come tutti!