CRISI DEL NORDOVEST, UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA

CRISI DEL NORDOVEST, UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA

CONTRO L’INADEGUATEZZA DELLA POLITICA REGIONALE

una delle ultime manifestazioni in quel di cagliari

“La crisi economica e sociale non dipende unicamente da fattori di contesto nazionale e internazionale, ma anche dall’inadeguatezza politica regionale che costituisce una pesante cappa che impedisce un’inversione di tendenza rispetto alla situazione attuale. Il mancato varo del Puc del Comune di Sassari non è altro che l’ennesima dimostrazione di come le gravissime responsabilità dell’amministrazione regionale concorrano a danneggiare forse in maniera irreversibile le prospettive di uscita dalla crisi del nordovest della Sardegna”.

Così i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Antonio Rudas, Gavino Carta e Giuseppe Macioccu, che nei giorni scorsi al tavolo dell’area di crisi, istituito presso la Provincia, hanno preannunciato la preparazione di diverse azioni di sensibilizzazione che culmineranno in una grande manifestazione territoriale. Ciò si rende necessario stante il fatto che dopo quella dello scorso 26 ottobre non si sono verificate le auspicate condizioni di uscita dal tunnel della recessione che sta producendo una caduta occupazionale senza precedenti.

Iniziative al cui centro verranno poste le questioni irrisolte da anni, in particolare quelle relative alle attività produttive, a cominciare dalla bonifica e contestuale industrializzazione dell’area industriale di Porto Torres, il cui progetto sulla chimica verde viene considerato importante ma insufficiente, nonché all’investimento su Fiume Santo, disatteso da E-On.

Su richiesta delle Organizzazioni sindacali – proseguono i segretari generali – si è potuta riscontrare una buona condivisione da parte dei soggetti presenti al tavolo provinciale in relazione alle priorità da mettere al centro per conseguire i risultati auspicati. Si è convenuto altresì che i temi dell’agenda dello sviluppo debbano innescare una nuova fase di sensibilizzazione e mobilitazione popolare e non solo dei lavoratori, mobilitazione che porti finalmente al conseguimento degli obiettivi da troppi anni mancati. Obiettivi che non possono non passare attraverso il rispetto e l’applicazione di tutte le intese già raggiunte con i governi nazionale e regionale”.

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