Fiume Santo, il sindacato cambia strategia

 sam_3601x
Cgil, Cisl e Uil: «Senza un progetto per il futuro è inutile proseguire il confronto con E.On» 
Fiume Santo, il sindacato cambia strategia
«A questo punto non sappiamo più se valga la pena di continuare a confrontarci con E.On sul futuro della centrale di Fiume Santo se l’azienda intende vendere tutti gli impianti che possiede in Italia». Massimiliano Muretti, segretario generale della Filctem-Cgil di Sassari non nasconde le difficoltà di una trattativa con un’azienda che appare intenzionata a sbaraccare.
Anche per questa ragione l’incontro di avanti ieri con i vertici di E.On, che vedeva al tavolo della trattativa anche i segretari di Uiltec-Uil Franco Peana e di Flaei-Cisl Giuseppe Buia, si è risolto in anticipo e con un sostanziale nulla di fatto.
L’azienda, al termine dell’incontro, ha annunciato una nuova lettera alla organizzazioni sindacali con la quale intenderebbe chiarire ulteriormente la proposta dei 70 esuberi.
«Non ha senso parlare di riorganizzazione del lavoro quando si parte da 70 licenziamenti – aggiunge Franco Peana –. E.On, ci hanno detto, intende proporre pensionamenti incentivati, ma solo pochissimi lavoratori sono nelle condizioni di poter accettare. Senza dimenticare poi che l’azienda non intende ritirare il proprio progetto industriale che prevede il licenziamento di almeno altre cinquanta o sessanta lavoratori. Mi sembra difficile, a questo punto, riuscire a raggiungere un accordo».
Sul futuro di E.On in Italia ormai ci sarebbero pochi dubbi. È stato lo stesso amministratore delegato di E.On Italia Miguel Antoñanzas a confermare le trattative per la cessione degli impianti italiani e spagnoli, senza contare il malcelato interessamento di altre multinazionali alle proprietà della società tedesca. Se poi a questo si aggiunge che i nuovi vertici dell’Enel (emanazione del governo) non sembrano avere in grande simpatia il colosso energetico tedesco, si capisce perché E.On sia pronta a lasciare l’Italia.
«Su questo punto l’azienda continua a essere troppo vaga – aggiunge Massimiliano Muretti –. A noi interessa sapere se possiamo continuare a trattare con una società che guarda al futuro oppure no. Senza dimenticare che il 4 dicembre scadrà l’autorizzazione per la costruzione del quinto gruppo, progetto che E.On ha abbandonato da tempo.La lettera annunciata da E.On? Attendiamo di riceverla, esamineremo le proposte e poi decideremo. Anche se credo ci sia poco da essere ottimisti».
Non è escluso, infatti, che la prossima mossa di E.On sia quella relativa all’annuncio di altri esuberi…..
La risposta del sindacato? È già sul tavolo, con la proclamazione di un’altra tornata di scioperi.
dalla Nuova Sardegna 2014-4-16

(408)

Lascia un commento