Il conto corrente si può chiudere senza spese

Il conto corrente si può chiudere senza spese

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Aprire un conto corrente è un’operazione semplice e abbastanza veloce da svolgere, specie se si consultano siti creati ad hoc per venire incontro alle esigenze degli utenti come è il caso di www.qualeconto.net, ma allo stesso tempo bisogna prestare particolare attenzione a non finire in rosso successivamente. Innanzitutto è bene specificare che non sempre è possibile andare in passivo e per questo motivo è importante leggere bene le condizioni del proprio conto. Se la banca decide non concedere alcun tipo di affidamento, infatti, non è possibile utilizzare delle somme di denaro di cui non si dispone e in alcuni casi si può addirittura rischiare di essere segnalati come cattivi pagatori per un mancato pagamento.

In genere, però, le banche sono propense a concedere degli affidamenti ai propri clienti, autorizzandoli ad andare in rosso: in questo caso ovviamente i correntisti devono pagare degli interessi piuttosto salati sullo scoperto di conto e il tasso di interesse da pagare aumenta, se si va in rosso per importi superiori a quelli per cui l’affidamento era stato concesso: tuttavia una recente sentenza sembra sia destinata a creare un importante precedente nelle dispute fra banche e clienti, cambiando il modo di poter sistemare la situazione in caso di conto corrente passivo.

Con una recente sentenza, un giudice ha infatti stabilito che il titolare di un conto corrente ha tutto il diritto di chiudere il proprio conto in qualsiasi momento lo voglia, anche se in rosso: per poter usufruire di questo diritto, però, è necessario presentare domanda con 15 giorni di preavviso, senza dover pagare nessun tipo di spesa. In questo modo se il conto corrente è in passivo e il correntista non è in grado di ripianare le perdite, può decidere di chiudere il conto senza dover pagare commissioni e spese di tenuta del conto: la banca, infatti, non può rifiutarsi, altrimenti il cliente può decidere di rivolgersi ad un giudice per far valere il suo diritto.

Il caso di una cooperativa di Roccadaspide

La sentenza si riferisce ad un caso avvenuto a Roccadaspide, vicino Paestum, dove una cooperativa in difficoltà si è ritrovata con il conto in rosso e una somma da pagare in continua crescita a causa delle commissioni mensili applicate dalla banca. La cooperativa ha quindi deciso di chiudere il conto corrente, ma la banca si è opposta con la motivazione di non poter far chiudere il conto finché il debito non fosse stato del tutto pagato. A quel punto la cooperativa ha deciso di rivolgersi al Giudice di Pace e quest’ultimo ha condannato la banca prendendo come riferimento l’articolo 1855 del Codice Civile, in base al quale sia la banca che il correntista hanno il diritto di ottenere la chiusura del conto con un semplice preavviso di 15 giorni. A dar man forte a questa condanna ci pensa anche l’articolo 120 bis del Testo Unico Bancario secondo il quale il correntista può chiedere l’estinzione del conto senza rischiare penalità e senza dover pagare delle spese. L’orientamento dell’Arbitro bancario e finanziario di Milano è infatti quello di vietare qualsiasi forma di ritardo o impedimento alla chiusura del conto da parte di un cliente e nel caso della cooperativa di Roccadaspide, quindi, il giudice ha stabilito che la banca debba considerare il conto estinto a partire dal giorno successivo a quella della richiesta di chiusura e non può quindi chiedere il pagamento di ulteriori spese a partire dalla data di estinzione.

È opportuno prestare attenzione ad eventuali accrediti

Quando si decide di chiudere un conto, molto probabilmente alcune banche potrebbero mostrarsi molto restii e far sembrare le procedure molto più complesse di quanto lo siano effettivamente: dopo questa sentenza, però, le banche non potranno avere più scuse. Ovviamente è preferibile non finire con il conto in passivo e prima di chiuderlo è consigliabile verificare di non aver movimentato eventuali accrediti, perché una volta chiuso il conto si perdono anche le somme di denaro con accredito futuro e non solo le spese da pagare.

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