INCONTRO CON ENRICO TIROTTO.

Enrico TirottoHo conosciuto Enrico circa trent’anni fa, quando ad accomunarci era una grande passione per la musica e la condivisione di un’avventura che ci vedeva conduttori di una trasmissione radiofonica nella prima, e finora forse unica, emittente privata di Sennori.

Gli impegni lavorativi ci hanno poi separato e, a farci nuovamente incontrare, alla soglia del mezzo secolo, è stata un’altra passione comune: quella per la letteratura.

Oggi ho il piacere di presentarvi, in questa chiacchierata tra vecchi amici, lo scrittore Enrico Tirotto, autore dei romanzi: “A testa in giù” e “Daisho. Il prezzo dell’onore”, entrambi pubblicati con la casa editrice cagliaritana La Riflessione.

 

Benvenuto nello spazio culturale di ROMANGIA.NET Enrico.

  • Parto subito con una domanda a bruciapelo. Come si diventa autori di romanzi e cosa ti ha spinto a cimentarti in questa esperienza?

Penso che non sia qualcosa che si determini coscientemente, ma sia il frutto di un’analisi interiore, che viene sviscerata in modo spontaneo. Mi hanno spinto a mettere nero su bianco le mie emozioni, passioni, desideri inconsci e probabilmente la presunzione che a qualcuno avrebbe potuto suscitare interesse. Presumo che per ogni scrittore la molla che spinge a cimentarsi in questo campo sia diversa ma accomunata da uno spirito comune. Per quanto mi riguarda lo avrei fatto unicamente per il piacere che provo nello scrivere.

  • Chi sono i tuoi autori preferiti e, in caso positivo, a chi ti ispiri quando scrivi?

Negli ultimi anni ho coltivato la passione per la storia e la storiografia. Trovo Arrigo Petacco, tra gli scrittori di spicco e colui che più si avvicina al mio ideale di scrittura. Non disdegno comunque di divagare e immergermi nel panorama letterario nazionale ed internazionale.

  • Ti identifichi nei tuoi personaggi?

I miei personaggi sono solo il frutto della mia fervida o becera immaginazione ma inconsciamente, o a volte di propria volontà, una parte di me stesso scivola in ciò che scrivo. E’ solo il desiderio remoto di una realtà virtuale e irrealizzabile.
C’è un personaggio al quale ti senti più legato o nutri lo stesso sentimento per tutti i protagonisti dei tuoi libri?
Benjamin Stilman, protagonista principale di “A testa in giù”, è stato il primo e probabilmente a lui ho dedicato una cura e una dedizione che solo al primo figlio si riserva. L’unico personaggio a cui ho dedicato un prequel e seguirà anche un sequel fra quelli che la mia fervida fantasia ha prodotto.
Nelle tue storie c’è un risvolto autobiografico?
Ho scritto, e ancora non pubblicato, qualcosa di romanzato e autobiografico ma da qui a pubblicarlo devo necessariamente trovare il coraggio e la spudoratezza per realizzare il progetto.

  • Ho notato, leggendo i tuoi libri, una spiccata attrazione per la storia. Difatti la tua prima fatica si sviluppa nel profondo West, mentre il secondo lavoro narra di eventi accaduti nell’antico Giappone. A cosa è legata la scelta di ambientare le tue storie nel passato anziché ai giorni nostri?

Uno scrittore penso tragga spunto per i propri personaggi e trame dalla propria conoscenza ed esperienza di vita. Ma per quanto riguarda i romanzi si può spaziare e trarre ispirazione da ciò che si desidera e che non si è vissuto né provato.

  • Puoi rivelarci se stai lavorando ad un nuovo romanzo?

E’ ormai imminente la pubblicazione, a cura di Sensoinverso Edizioni, della mia ultima fatica intitolata “L’allievo del male”, ma quando uno scrittore ha già dato alle stampe il frutto dl suo lavoro ha già iniziato a lavorare sul prossimo. E’ mio desiderio voler condividere una prossima opera letteraria con te, Gianfranco, e avventurarci in una esperienza diversa dalla solitaria routine.

  • Credo che possa essere un progetto realizzabile e sicuramente stuzzicante, un po’ come un concerto a quattro mani. Ritornando alla tua ultima creatura, di cosa si tratta? Vuoi dare qualche anticipazione ai nostri lettori?

E’ un’opera che è immersa in un contesto storico oscuro e buio come la discriminazione. E’ ambientato alle soglie del secondo conflitto mondiale e sfiora la shoa’. E’ la storia sofferta e travagliata di due amici che vivono l’esperienza della persecuzione nazista.

  • Augurandoti un futuro ricco di successi e soddisfazioni, ti ringrazio per la disponibilità Enrico, anche a nome della redazione di ROMANGIA.NET. A proposito, se un giorno dovessi essere tra i finalisti dello Strega o del Campiello, noi di Romangia.net gradiremmo essere i primi ai quali rilascerai un’intervista.

Sarebbe un sogno ad occhi aperti e comunque sarete i primi ad averla. Per il momento sono soddisfatto di questa che con cortesia e simpatia mi avete concesso. Ringrazio Gianfranco e la redazione di Romangia.net per questa ghiotta opportunità di rivolgermi ai lettori e auspico che a questa ne possano seguire altre.

 

Gianfranco Fine

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Copertine - Daisho il prezzo dell'onore - A testa in Giu - autore Enrico Tirotto

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