La strage di Via D’Amelio – Per non dimenticare…..una Figlia della Sardegna

Quest’anno ricorre il 19° anniversario e per  onorare la memoria del giudice Paolo  Borsellino e della sua scorta nel modo più semplice, vogliamo ricordare i nomi, la loro età, a che punto erano le loro vite quando la mafia decise di distruggerle……

Il giudice Paolo era profondamente legato a loro, i suoi “angeli”. Dovere di ognuno di noi è tenerne vivo l’esempio.

Consapevoli del grande rischio che correvano non si sono tirati indietro.

Professionalità, serietà, senso di appartenenza ad uno Stato che si onoravano di Servire. Una strage dunque…una strage che ha cambiato la storia del nostro Paese e travolto le vite delle famiglie delle vittime…

Persero la vita, con il giudice Paolo Borsellino:

  • Emanuela Loi :assegnata al nucleo scorte di Palermo dopo la strage di Capaci, Emanuela aveva 24 anni quando morì in via D’Amelio. Era nata e cresciuta a Sestu, paese a pochi chilometri da Cagliari. Amava la sua terra e il suo sogno di essere una poliziotta.E’ la prima donna ad entrare a far parte di una scorta assegnata ad obiettivi a rischio.Emanuela stava per sposarsi. Ora in Sardegna molte scuole portano il suo nome e Sestu ogni anno ricorda Emanuela, una delle sue figlie.La sua storia ha ispirato il bellissimo film di Rocco Cesareo “Gli angeli di Borsellino”. Una pellicola che parla della scorta QS e racconta tutti i 57 giorni che vanno dalla strage di Capaci a quella di via D’Amelio. Il regista e gli sceneggiatori Ugo Barbara, Mirco Da Lio, Massimo Di Martino e Paolo Zucca sono partiti dal libro ….La ragazza poliziotto scritto dal giornalista palermitano Francesco Massaro pochi mesi dopo la strage di Via D’Amelio, in cui veniva delineato il personaggio di Emanuela Loi.
  • Agostino Catalano, capo scorta, 43 anni. Sposato, aveva perso la moglie ed era rimasto solo con le sue due figlie.
  • Walter Eddie Cosina, 30 anni. Era nato in Australia. Morto durante il trasporto in ospedale. Lasciava la moglie Monica. 
  • Vincenzo Fabio Li Muli, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.
  • Claudio Traina, 22 anni. Il più giovane della pattuglia. Da tre anni nella Polizia di Stato, aveva ottenuto pochi mesi prima la nomina ad agente effettivo.

Invece, Antonio Vullo, 32 anni, agente, sposato e padre di un figlio è l’unico riuscito a sopravvivere alla strage. Mentre i suoi colleghi si stringevano attorno al magistrato, Vullo parcheggiava la macchina poco distante. Il suo racconto su quei momenti è agghiacciante.

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