L’energie rinnovabili le nuove frontiere

Le Nuove frontiere delle energie rinnovabili

“Le nuove frontiere delle energie rinnovabili e del risparmio energetico in Sardegna”.

Questo il titolo dell’incontro promosso dalle associazioni Jan Palach e Jennas, tenutosi oggi nell’aula Magna della facoltà di ingegneria dell’università di Cagliari.
Alla presenza di studenti, imprenditori e curiosi, assenti amministratori e politici locali, si sono succeduti gli interventi di docenti di fisica, ingegneria elettrica, energetica ed economia, e ricercatori del CRS4 (parco tecnologico di Pula) .
I temi più gettonati: le energie rinnovabili, il loro impatto economico-sociale e le metodologie tecnico-scientifiche per arrivare ad un’evoluzione del sistema energetico ormai necessaria.
“Necessità che deriva dalla spinta sociale e dalle abitudini di consumo degli utenti”, ha rimarcato il professore Alfonso Damiano, docente di Energetica Elettrica del DIEE (dipartimento di ingegneria elettronica ed elettrica di Cagliari). Molto interessanti le sue tesi su generazione distribuita e applicazioni per l’accumulo e il trasporto dell’energia.
Tra gli altri temi trattati il mercato delle quote di anidride carbonica, e le biomasse, a cui il professor Daniele Cocco -docente del dipartimento di meccanica- ha dedicato il suo intervento sottolineando che si ha convenienze nell’usare le “coltivazioni energetiche” (colza e girasole), se queste vengono sfruttate nella loro interezza per la produzione di energia elettrica, energia a grosso valore aggiunto, e se hanno alle spalle una filiera corta.
“E’ importante diversificare le fonti di produzione energetica”, ha sostenuto il dottor Bruno D’aguanno, ricercatore del CRS4 “ consumare per intero un’intera fonte energetica non rinnovabile significa estinguere tutti i suoi derivati” e ha inoltre parlato di “terza rivoluzione industriale i cui quattro pilastri sono appunto: le energie rinnovabili (diversificate nelle tecnologie e nelle fonti di produzione), gli edifici moderni(visti come impianti di energia positiva), l’idrogeno (come trasportatore e deposito di energia) e reti intelligenti”(Argomenti di valenza specifica che lasciamo al lettore di approfondire).
L’incontro si è chiuso con le domande del pubblico, le risposte dei relatori e la soddisfazioni dei partecipanti che hanno lasciato l’aula magna arricchiti di conoscenze sia generiche che specifiche.
Fondamentale è il contributo, talvolta poco remunerato, da parte di ricercatori e tecnici al progresso, nel cui tutti, ci crogioliamo quotidianamente.
Fragoroso il silenzio delle istituzioni, troppo assenti e troppo lontane da queste miniere di idee e di progetti.

Gianpaolo Vacca (364)

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