Lettera aperta a Tommaso …..si quello del Cagliari

Abbiamo ottenuto il permesso dall’estensore della presente (Matteo Setzu) e pertanto vi proponiamo la lettera aperta che ha voluto indirizzare al presidente del Cagliari Calcio, della quale condividiamo appieno il contenuto e l’approccio impostato.  Noi ci siamo immaginato il Tommaso in ascolto come in questa foto reperita sul Web

Giulini-Cagliari

Caro Tommaso.

Questa lettera probabilmente non la leggerai mai, ma io la scrivo lo stesso perche’ chissa’, con l’era dei social network potrebbe arrivarti..

Eh si, ti do del tu, perche’ siamo coetanei.
Probabilmente chiunque ti darebbe del Lei per i ruoli che ricopri nella tua vita, ma io no, non lo faro’.
Non lo devo fare solo perche’ tu hai avuto la fortuna di avere una vita economicamente piu’ fortunata di molti fedales.
Ma tu forse non sai neanche cosa vuol dire fedales, in sardo vuol dire coetanei, persone che lavorano e sgobbano e che hanno dei valori che tu non stai riuscendo a portare.

Da quando sei arrivato in Sardegna, alla guida della Cagliari Calcio sei riuscito ad accattivare tante antipatie.
In primis quelle di tanti, come me, che tifano il Cagliari.
Sei arrivato come tanti tuoi connazionali col portafoglio pieno, con tante promesse e tante arie, eh si, come quegli imprenditori che sono arrivati da oltre mare a promettere lavoro e a lasciare tante famiglie sul lastrico.
Presentasti la squadra davanti a migliaia di persone, facesti proclami, entrasti dalla porta grande.

Ma lo sai che NOI SARDI non siamo cosi?
Guarda che la Sardegna che pensi di conoscere, o quella che forse immagini che sia, non e’ cosi come credi.
A Noi Sardi piacciono le persone che entrano in punta di piedi e che pian pianino conquistano la fiducia della gente.

Hai portato a giocare da Noi tanti giovani pettinati tutti uguali, che in campo passeggiavano e sembravano delle pecorelle dietro un pallone.
Ma tu lo sai che in Sardegna il pastore e’ uno dei lavori piu’ dignitosi che ci siano?
Un lavoro che ha dato da mangiare a tante famiglie, un lavoro che bisogna saperlo fare.
Ma tu non sei in grado neanche di fare il pastore.
Potresti trascorrere delle giornate con loro, capire come si guida un gregge, come si sta dietro, stare al sole, sotto la pioggia, al vento o alla neve.
Certo, le tue pecorelle l’hanno fatto nei campi di mezza italia, ma tu eri al riparo, sotto delle tribune coperte, dentro stanze riscaldate, al sicuro del tuo conto in banca.

Per carita’, se hai il ruolo che hai sicuramente te lo sarai meritato e guadagnato, ma non dirmi che te lo sei sudato, perche’ il sudore ha il sapore della terra, dell’aria, della pioggia, della lana, del latte.

E poi cosa succede, ci mandi in B.
Per tanti di Noi il Cagliari puo’ essere un motivo di soddisfazione, un modo per dimenticare tristezze e passare novanta minuti diversi.
Un Cagliari che in passato ci ha fatto sentire grandi anche contro i tuoi amici imprenditori del nord italia, facendoci togliere tanti sassolini dalle scarpe e regalandoci sorrisi che un fedale milanese forse non puo’ capire.

E serie B fu, meritatissima e giustissima.
Una sconfitta per una Terra chiamata Sardegna, una decadenza inesorabile, senza lottare.
Ma non fa nulla, quei ragazzi con i capelli tutti uguali mica la sentono quella maglia, mica come quei ragazzi rasati e con i cusinzos che questa Terra la vivono e la amano.

A proposito, ora che sei arrivato ad Aritzo non svolgere solo gli allenamenti, manda le tue pecorelle a confrontarsi con i loro fedales, in modo che possano raccontargli cosa e’ per loro la Sardegna.
Alla fine anche a molti di loro piacerebbe avere un confronto con chi e’ piu’ fortunato economicamente di molti loro coetanei.

Ma mi sto dilungando troppo, tanto questa lettera non la leggerai mai.
E in conclusione sai cosa ti dico Tommaso?
Ti dico che Noi Sardi siamo un popolo abituato a sudare, soffrire e rialzarci con le nostre gambe.
Ma tu questo non lo sai, e allora mandi una lettera in FIGC, chiedendo di sospendere il calendario.
Ma no Tommaso! Questo no!
Non lo dovevi fare, perche’ tu e le tue pecorelle in Serie B ci siete andati meritatamente, e quei giocatori a strisce neroazzurre si sono salvati sul campo.
Non cercare scuse di programmazione di rosa e sapere in che categoria giocherai, accetta la sconfitta e prepara le tua squadra per tornare in Serie A, in silenzio e con umilta’.
Se poi ci sara’ da festeggiare si festeggera’ e si parlera’ nuovamente.
Neanche la Juve fece un gesto del genere quando ando’ in seconda serie.
Sai Tommaso, ci hai ridicolizzato anche al confronto di una delle squadre piu’ odiate da Noi che tifiamo il Cagliari.

Ahi ahi ahi, mi sa che sei come tutti quegli imprenditori arrivati da fuori che a parole sono proprio bravi, ma che questa Isola non l’hanno mai capita, mai amata e riescono solo a ridicolizzarla.

Non stupirti se tutti abbiamo gioito per la Dinamo, sai quelli sono di Sassari, i rivali di Cagliari.
Ma almeno e’ una bella faccia della medaglia sportiva che quest’Isola riesce a portare in alto con orgoglio.

Ciao Tommaso
Con affetto, un tuo fedale

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