Mentre la città dorme…..

cagliari-by-nigthSono passati 23 minuti dall’inizio di questo 8 dicembre 2009.
Sono appena rientrato a casa dalla mia “non insolita” passeggiata per le vie di Cagliari.
Quando la città dorme e i suoi abitanti stanno per iniziare a farlo, mi piace passeggiare sotto il cielo stellato tra le vie illuminate dai lampioni.
Quando con la calma dell’osservatore scrupoloso ci si addentra in percorsi disegnati dall’urbanizzazione ci si può imbattere in meraviglie e scempi.
Passo dopo passo gli occhi si fissano sui dettagli che aprono alla mente orizzonti di pensieri e riflessioni nei quali perdersi. Scenari contrapposti si fanno da contraltare: a sinistra la luna sembra lambire la punta di un grattacielo e le stelle sembrano specchiarsi nelle luci artificiali che l’uomo ha piantato al suolo per rendere meno buia la notte. A destra la “casa delle pene scontate” si erige su una rocca che domina tutto lo strapiombo. Dentro carcerati e carcerieri condividono la pena e trascorrono il tempo a guardare il mondo attraverso le sbarre.
Continuando a camminare ci si addentra in vie modeste con casupole non troppo sfacciate, costruite con sacrificio e sudore da qualche lavoratore parsimonioso.

Le luci di natale, timide e alle volte improbabili rendono meno triste la strada sulle quali si affacciano le finestre di questi edifici.
Senza neppure accorgersi della strada fatta ci si imbatte in un ospedale. Non c’è bisogno di grosse doti intellettive per rendersi conto che alcune strutture nevralgiche per la nostra società sono abbandonate a se stesse.

L’incuria della classe dirigente mortifica i professionisti che ci lavorano e umilia chi ne ha il bisogno.
A poca distanza dall’ospedale si trova una delle case dello studente di questa città. Passandoci vicino mi vengono in mente amici e colleghi universitari che ci abitano.

Cagliari-via fossarioLa casa dello studente è un simbolo del progresso sociale di una nazione. Far si che uno studente meritevole, anche se con pochi strumenti economici, riesca a formarsi e a costruire la propria cultura è certamente un grande traguardo per un popolo.

Riflettendo su questa criticità non posso non ricordare la casa dello studente dell’Aquila che, crollando ha messo fine ai sogni di emancipazione che genitori di bassa estrazione sociale o reddituale avevano per i loro figli. Un monumento alla società si è trasformata in una tomba per giovani e determinati sognatori.
Mentre la mia mentre tornava nei ranghi e i miei piedi mi riportavano a casa, i miei occhi non hanno potuto non notare un uomo sui 50 che frugava nel cassonetto per trovare tra i rifiuti il cibo per il suo pranzo di oggi.
È passata un’ora e 39 minuti dall’inizio di questo 8 dicembre 2009. La città dorme e io penso che ci sia qualcosa di profondamente ingiusto nel concepire ciò che succede senza provare a cambiare qualcosa. Buona notte.

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