Nasce la rete dei festival jazz ecosostenibili

Time in Jazz 2016

Anche due festival sardi aderiscono a Jazz Takes The Green, la neonata rete dei festival jazz ecosostenibili: si tratta del Time in Jazz fondato (nel 1988) e diretto da Paolo Fresu nel suo paese natale, Berchidda, con il coinvolgimento di vari altri centri del nord Sardegna, e di Musica sulle Bocche (nato nel 2001), altro appuntamento itinerante dell’estate musicale nell’isola, organizzato dall’associazione Jana Project con la direzione artistica di Enzo Favata.
 

Corrado Beldì, presidente di I-Jazz, afferma a nome dei festival che rappresenta: «Ancora una volta I-Jazz abbraccia una strada nuova e mette in discussione la propria impronta ecologica con un grande progetto di sostenibilità che coinvolge festival di tutta Italia. Un modello che guarda al futuro del pianeta, con l’adozione di nuovi criteri ambientali che rendano ancora più sostenibili rassegne che già da anni lavorano per valorizzare il patrimonio storico e naturalistico italiano».
 
Per Adriano Pedini, direttore artistico di Fano Jazz By The Sea, festival capofila di Jazz Takes The Green, «La nascita di questa rete è la risposta migliore possibile alle sempre più impellenti esigenze di valorizzare le pratiche Green, anche e soprattutto in tempi di diffusione di un virus che sta mettendo letteralmente in ginocchio le attività di spettacolo dal vivo. La ripartenza nel solco dell’ecosostenibilità è sicuramente un segno tangibile di sensibilità e di senso di responsabilità».
 
«Il futuro del nostro pianeta passa anche attraverso la musica» sottolinea il direttore artistico di Time in JazzPaolo Fresu: «Consci del bisogno di essere nel contemporaneo odierno in un momento difficile che sembra uniformare le gradazioni cromatiche tendenti allo scuro, il green dovrà essere il colore del presente e i suoni ne sono l’arcobaleno. Sviluppare nei nostri festival la sostenibilità ambientale è un dovere oltre che un diritto».
 
Sulla stessa lunghezza d’onda il pensiero di Enzo Favata, alla guida del festival Musica sulle Bocche: «Il nostro legame musica, paesaggio naturale e concerti a basso impatto ambientale nasce nel 2004, quando intraprendere la strada della green policy era ancora complicato: i materiali costavano di più, procurarsi energia alternativa era quasi impossibile, l’illuminazione led ancora agli albori. Eravamo in bilico tra il risparmio delle risorse o cambiare rotta. Ma alla fine lo spirito green ha prevalso. Time in Jazz e Musica sulle Bocche hanno da sempre molte cose in comune: penso che entrambi, a un certo punto, abbiamo capito che ciò che stavamo facendo aveva un senso per le generazioni che ci avrebbero seguito e che non saremmo più ritornati indietro. Green è il colore della primavera, il colore della rinascita, e la musica può e deve sostenere tutto questo».

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