Nuova drammatica situazione familiare nel quartiere “Monte Rosello” di Sassari

Nuovo caso di estrema povertà a Sassari. Nel quartiere di “Monte Rosello”, in via D’Annunzio, una famiglia di 8 persone della quale 6 bambini affetti da malattie, è costretta a vivere in uno scantinato di 3 camere. Tra cavi elettrici fuori norma, muffe, infiltrazioni d’acqua e presenza della Chiesa locale pressochè inesistente.
La famiglia vive questa situazione di drammatico disagio da oltre 12 anni, e ora dopo il caso dei senza tetto che vivono in ex asilo, lanciano il loro grido d’aiuto tramite l’associazione “Gioventù Cristiana” affinchè i mass media si interessino al loro caso.
La signora Rosa, già affetta da una patologia invalidante agli arti superiori ed inferiori, chiede un lavoro per suo marito Massimo. «Sono anni che chiedo una casa per i miei figli, ma tutto è vano se non può arrivare uno stipendio per pagarci almeno un affitto. Anche la Chiesa non ci aiuta in maniera efficace».
Parole disperate, che dimostrano il totale disinteresse degli organi competenti per trovare un adeguata soluzione al dramma in cui vivono le famiglie più disagiate.
«I bambini hanno bisogno di cure e ci appelliamo ai medici che volessero offrire gratuitamente servizio, di contattare la nostra associazione quanto prima» – commenta invece il dirigente dell’associazione, Pietro Serra. «Siamo davanti a casi molto gravi. Da ritardi mentali a sofferenza di crisi epilettiche. La situazione è veramente grave e ancora una volta c’è un silenzio assordante del Comune che sta logorando giorno dopo giorno le persone interessate».
L’APPELLO – Domenica sera si terrà una fiaccolata per i senza tetto di via Bottego e per questo nuovo caso che si snoderà attraverso le vie della Città contro il silenzio delle Istituzioni. Si partirà da Piazza Duomo alle 20 per attraversare Piazza del Comune dove ci sarà una breve sosta in silenzio per alcuni minuti. Si scenderà poi attraverso il Corso Vittorio Emanuele, Via XXV Aprile e si concluderà nel piazzale di Santa Maria di Betlem.
«Ci appelliamo alla sensibilità della gente comune per portare la loro solidarietà a chi è meno fortunato di noi. Confidiamo nella presenza della gente comune affinchè arrivi un segnale chiaro e forte a chi ha la responsabilità e non agisce efficacemente a sostegno di questi drammatici casi», è l’appello di Gioventù Cristiana. (623)

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