Previsioni per il Triennio 2020-2022: a sorridere è solo lo Stato

Previsioni per il Triennio 2020-2022: a sorridere è solo lo Stato

Tante le incognite per il settore del gambling che rischia di vedere i colossi sempre più tali e gli altri player di settore sparire, fagocitati dalla pressione fiscale e da una Regolamentazione che, ad oggi, ha causato tanti disagi e poche risposte concrete. Vediamo nel dettaglio cosa ci attende per il futuro. 

Il Triennio che verrà sorriderà sì, ma solo allo Stato il quale incasserà 16,43 miliardi di euro nel 2020, 16,56 miliardi di euro nel 2021 e 16,63 miliardi di euro nel 2022. E stiamo parlando solo della categoria “Lotto, Lotterie ed altre attività di gioco”, così come riportato nella Nota di Variazioni al Bilancio di Previsione per lo Stato per quello che sarà l’anno finanziario 2020 – 2022 e presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. 

Cosa possiamo dedurre da questi dati? “Che il Decreto Dignità non ha intaccato le casse delle aziende del settore. O per meglio dire: non ha intaccato le casse dello Stato. Se da un lato sono positivi i numeri del prossimo triennio, dall’altro va ribadito il concetto che a farne le spese sono solo le imprese del settore che – paradossalmente – stanno portando un gettito fiscale importante nelle casse”, commentano ai nostri microfoni gli analisti di Gaming Insider

La quasi totale assenza di esposizione mediatica dei brand del settore non ha influito sulle abitudini di milioni di giocatori, ma non ha nemmeno invertito la tendenza e portato ad una crescita. A questo bisogna aggiungere, come accennato, la pressione fiscale su tutta l’intera filiera ed ecco che il risultato (negativo) si registra per le imprese del settore che continuano a perdere introiti che finiscono allo Stato. 

Lo Stato dunque tiene in conto e fa affidamento su questi capitali e sono tante le domande in merito. Una su tutte è cosa succederebbe al Decreto Dignità qualora dovesse cambiare governo: si porteranno delle modifiche o si continuerà a battere la via del proibizionismo? A conti fatti, il Decreto Dignità è riuscito a favorire il gioco illegale, offrendo visibilità su diversi motori di ricerca a siti non provvisti della Certificazione 2.0, poco sicuri e in cui è facile vedersi rubati i propri dati. 

Il settore chiede a gran voce l’intervento dello Stato e che questo intervento risolva una volta per tutta la situazione. Situazione che ha portato ad una delle più grandi contraddizioni di questo tempo generate appunto dal Decreto Dignità, in cui si utilizza lo slogan del Gioco Responsabile come specchietto delle allodole senza di fatto proporre una comunicazione qualificata e una regolamentazione del comparto.  

A sopravvivere saranno solo i colossi del settore, gli unici a poter far fronte ad una pressione fiscale così elevata. Per i piccoli player le situazioni possibili al momento sono due: chiudere i battenti per sempre o sperare di essere inglobati da qualche grande realtà. 

Margini sempre più risicati che prima o poi metteranno in crisi l’intero settore con ricadute catastrofiche su tutto il Paese. Esagerazione? Se consideriamo che il 55% delle entrate erariali provengono dal gioco d’azzardo forse è il caso di fare una riflessione approfondita. 

(25)

Lascia un commento