Quanto mi piace il pubblico della lirica……

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La Prima della Scala

Se per un secondo vi fermaste ad osservare il pubblico della lirica, pensereste di assistere ad un film ambientato nell’800.

Dico questo perchè, PERCHE’ NON SONO CAMBIATI  PER NIENTE, sono sempre gli stessi.

Ho detto giusto, sono sempre le stesse persone, le stesse facce, gli stessi vestiti, le stesse posture, gli stessi atteggiamenti, gli stessi sguardi, la stessa puzza………sotto il naso!

Infatti, essendo l”uguale” il tema dominante del proprio essere, quando una cosa viene interpretata “diversamente” riceve la loro totale disapprovazione.

Un sondaggio (fonte riservata) attesta che la maggioranza di questo pubblico creda che la terra sia piatta e Galileo dovrebbe finire al rogo…….

Ma vi rendete conto in che livello di anacronismo cronico viva questa gente, che è tuttora incapace di apprezzare l’interpretazione di un’artista. Loro applaudono quando l’artista “fa le fotocopie” (xerox ringrazia), ma guai a fare una virgolina diversa. Se Verdi ha posto il fazzoletto giallo sul naso del baritono per soffiarsi il naso e voi lo mettete verde……ahi……. apriti cielo, fischi, urla, pomodori, uova guaste e……no, gli sputi no…….siamo sempre aristocratici, quelli li lasciamo agli ultras!

Ma quando mai un pubblico preparato, che assiste ad uno spettacolo, dosa applausi, fischi e/o ingiurie in modo diverso ai protagonisti dello spettacolo stesso, come che questo fosse uno spezzatino e non un tutt’uno. Questi sono rimasti ai tempi dell’antica

avaro

Alberto Sordi grande interprete dell’avaro

roma, ed ognuno vorrebbe essere l’imperatore che col pollice decide la vita o la morte del poveretto che gli viene messo davanti. E la prova che sono lì da allora è data dalle facce di mummia incartapecorita che si trovano avvolte in pastrani e pellicce piene di polvere  ed ingiallite dal fumo.

Poveri artisti che lavorate nel mondo della lirica,  per la bravura e l’impegno che profondete avete un pubblico che proprio non meritate, certo economicamente è un pubblico “interessante”, ma attenzione che normalmente i più ricchi….in genere….sono anche i più avari.

©giuseppe fadda

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