Rassegna Stampa : Clima Pesante su Fiumesanto

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Settimana intensissima, quella che si è vissuta nel polo energetico di Fiume Santo. Settimana di protesta, con l’ennesima giornata di scioperi; settimana di grande esposizione mediatica grazie all’incontro con Papa Francesco; settimana di grandi tensioni con la comparsa di alcune scritte minacciose e con un atto intimidatorio nei confronti di un imprenditore dell’indotto. Un episodio che ha fatto scattare l’allarme a tutti i livelli. «Se i timori dell’imprenditore Salvatore Sechi si dovessero rivelare fondati si tratterebbe di un fatto di una gravità inaudita – ha detto il presidente della Provincia di Sassari Alessandra Giudici –. Atti del genere non appartengono al nostro territorio e alla nostra cultura, e la preoccupazione è proprio che lo stato di grande difficoltà che stiamo affrontando possa produrre simili effetti degenerativi, che non giovano a nessuno e rischiano solo di amplificare lo stato di sconforto e demoralizzazione di imprese e lavoratori». Allarmate anche le organizzazioni sindacali anche se le tensioni maggiori non si registrano fra i lavoratori direttamente impiegati dalla multinazionale tedesca E.On ma fra i lavoratori delle imprese esterne. «Sappiamo delle difficoltà delle imprese che si ocupano di manutenzioni e servizi – conferma il segretario della Filctem-Cgil Massimiliano Muretti – e anche se i lavoratori non appartengono alla categoria degli Elettrici, non possiamo non fare a meno di preoccuparci per le tensioni che si registrano comunque all’interno della centrale». Lavoratori che non vengono pagati con regolarità, che vanno avanti con acconti e con il saldo del salario che arriva con disarmante ritardo. E anche quando il pagamenti sono puntuali, è impossibili non nutrire timori per il futuro. All’annunciato taglio del personale dipendente di E.On farebbe seguito l’immancabile diminuzione degli investimenti nel settore delle manutenzioni e dei servizi, settori che già lamentano un preoccupante calo delle commesse (circostanza peraltro smentita dalla multinazionale tedesca) che ha portato alle numerose proteste delle scorse settimane. «Questi lavoratori si sentono minacciati o comunque sottoposti a pressioni fortisime da parte delle aziende – aggiunge Franco Peana, della Uiltec-Uil –. Lavoratori che ci hanno contattato e ci hanno spiegato quali solo le difficoltà che devono affrontare tutti i mesi, difficoltà che nascono dai rapporti fra le aziende ed E.On che da alcuni mesi ha modificato le procedure per l’assegnazione degli appalti». E.On ha infatti deciso di non affidarsi più solo al consorzio di imprese che ha anni opera a Fiume Santo, ma di gestire direttamente i rapporti con le imprese che partecipano alle gare, una rimodulazione degli appalti che finisce per coinvolgere i lavoratori delle imprese esterne. Anche per questa ragione Filctem, Uiltec, Flaei-Cisl e Cisal Federenergia sanno di non poter controllare le reazioni dei lavoratori, esasperati dal lungo periodo di incertezze che stanno vivendo e dai timori per il futuro. Alle organizzazioni sindacali non resta quindi che puntare alla soluzione della radice del problema, e cioè cercare di far cambiare la politica industriale di E.On che per il momento appare intenzionata a non recedere sui tagli al personale e sulla “sospensione” della costruzione del quinto di produzione a carbone. E dopo l’incontro con il Pontefice, il sindacato prepara nuove iniziative, magari con la collaborazione delle istituzioni del territorio.

La NUOVA SARDEGNA DEL 28/04/2013  articolo di PINUCCIO SABA (455)

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