Sorso – Sennori questa è la Romangia

La Romangia è una regione storica della Sardegna nordoccidentale, composta dai comuni di Sorso e Sennori, e da una piccola parte del territorio del comune di Sassari: Sorso è il centro più grande con 14.860 abitanti mentre Sennori posto più in alto rispetto al primo ne conta 7.298; il territorio si espande dalla Marina di Sorso, quindi dal golfo dell’Asinara, fino ad arrivare ai 350 metri slm su cui è posta Sennori.

Sorso (in sassarese Sòssu) è un comune di circa 14.556 abitanti (fine 2006) e si trova in provincia di Sassari, nella antica regione della Romangia. Ha una superficie di 67,1 chilometri quadrati e si affaccia sul Golfo dell’Asinara.

Immerso nel verde e a due passi dal mare, Sorso gode di una collocazione geografica di notevole valore paesistico; la sua costa, con le famose spiagge di Marina di Sorso e di Platamona, si estende per circa 18 km. Nei fertili terreni circostanti si coltivano frutta e ortaggi, ma soprattutto l’olivo e la vite.

Caratteristica la parlata locale, il sassarese o turritano dal nome del Giudicato di Torres, con la quale la città trova un’affinità con Sassari, Porto Torres e Stintino in quanto condividono lo stesso idioma. Questa nacque nell’età dei giudicati dalla commistione di elementi toscani, liguri e còrsi e la successiva forte influenza delsardo logudorese nel corso dei secoli, cessato solo nel XX secolo col prevalente utilizzo dell’italiano; si creò così una lingua di confine, di transizione fra il sardo parlato nel resto dell’isola ed il còrso parlato in Gallura e nella vicina isola. Per Sorso è una grande peculiarità, data la brevissima distanza da Sennori, dove si parla sardo logudorese, seppure con la curiosa caratteristica di avere, al plurale, solo sostantivi di genere maschile, fatto unico in Sardegna.

Gli abitanti si chiamano in italiano sorsesi, sorsensi o sorsinchi (quest’ultimo desueto, seppure l’unico riportato dall’Enciclopedia Treccani). In turritano (la parlata locale, variante del sardo) sussinchi. Sossincos in lingua sarda.

Maggiori approfondimenti su Sorso: (in approntamento)

  1. Sito Ufficiale del comune di Sorso
  2. Sito Ufficiale del comune di  Sennori
  3. Sorso su wikipedia
  4. Sennori su wikipedia
Il territorio della Romangia consta anche di Sennori,

Disposto ad anfiteatro in una valle, tra colline coltivate a oliveti, frutteti e vigneti, si affaccia sul panorama del golfo dell’Asinara. Sennori è un paese di settemila abitanti, stretto fra Sassari e Sorso, in Romangia, territorio che prende nome da Romania, ‘le terre conquistate da Roma’, in contrapposizione alla Barbaria. Il paese nacque, forse, durante l’età romana, come villaggio-presidio, citato per la prima volta in documenti scritti nel 1082. A ricordare l’epoca feudale resta il Palattu Ezzu. Oggi è un centro essenzialmente agricolo, che produce ottimi olio e vino, fonti primarie della sua ricchezza, non a caso fa parte delle associazioni nazionali ‘città dell’olio’ e ‘città del vino’ (primo Comune sardo a ricevere il titolo). Sennori è famoso anche per la tradizione artigiana che si esprime nell’arte dell’intreccio, con produzione di cestini da foglie di palma nana, e negli abiti tradizionali: vanta quattro varianti femminili, tra le più preziose in Sardegna. Anche l’abito maschile è molto ricco. Il principale edificio di culto è la seicentesca parrocchiale di san Basilio magno. Facciata e campanile svettano nella parte alta dell’abitato: li vedrai da ogni angolo del paese. Da visitare anche le chiese di santa Croce, con altare ligneo del 1700, del Rosario, la piccola settecentesca Santa Lucia e la chiesa campestre di san Giovanni battista, dove vi si svolge la festa più importante, nota per imponente parata di cavalieri e sfilata di abiti tradizionali di tutta l’Isola. Il territorio custodisce testimonianze prenuragiche come la domu de Janas del Beneficio parrocchiale, scavata in un costone calcareo e decorata a rilievo, una delle più interessanti della preistoria isolana, e il complesso Serra Crabiles, scavato nella roccia e foderato in muratura, comprendente varie domus de Janas, tombe di tipo dolmenico e ortostatico. La facciata è stata monumentalizzata con una stele quadrangolare. A rappresentare l’età del Bronzo tanti nuraghi monotorre, sa PattadaChercosIscala de Todde e soprattutto il Badde Margherita, alcuni complessi, come su Nuraghe e Badde Puttu, attorniati da capanne circolari di estesi villaggi, e la tomba di Giganti di Oridda. Abbondantemente testimoniato anche il culto delle acque con pozzi sacri e fontane: Funtana de su Anzu, Funtana de sa Conza e la fontana Geridu.