SCIOPERO GENERALE REGIONALE DEI SETTORI PRODUTTIVI E DEI SERVIZI A RETE – MARTEDI’ 13 MARZO 2012

13 marzo sciopero generale......

il disfacimento del tessuto industriale sardo

 

Cgil Cisl Uil chiamano il 13 marzo i lavoratori sardi dell’industria e delle reti a mobilitarsi perché in Sardegna la crisi globale ha assunto connotati di drammatica sofferenza: sono travolti trasversalmente tutti i settori e i territori dell’isola, l’occupazione e l’intero sistema produttivo. L’arretramento è talmente forte – e la prospettiva è di peggioramento – da rischiare di vanificare ogni speranza per il futuro: cresce, anziché ridursi, la distanza tra l’isola e il continente in termini di coesione sociale ed economica.

L’attività di governo s’è rivelata insufficiente: il sostegno ai settori produttivi appare improntato alla mera gestione delle emergenze e delle numerose vertenze aziendali; lo stesso Piano straordinario per il lavoro ha finito per disperdersi in misure normali o, peggio, assistenziali; le risorse destinate ai Progetti di Filiera e Sviluppo Locale sono contingentate; non ci sono scelte chiare né sui settori tradizionali, come il primario, né sui comparti innovativi, e si resta al traino delle decisioni dei grandi gruppi industriali; non si comprendono chiaramente neppure i veri orientamenti della Regione in materia di servizi reali e infrastrutture, dall’energia ai trasporti, dal credito alle telecomunicazioni, all’acqua, ai rifiuti.

La crescita del PIL regionale è quasi a zero ormai da anni, il tasso di disoccupazione si mantiene su valori intorno al 14% senza contare i cassintegrati e gli scoraggiati, il tasso di occupazione è ormai sceso sotto al 50% e l’indice di povertà si è dilatato fino a interessare circa 400.000 persone. In Sardegna nell’ultimo triennio sono andati perduti oltre 30 mila posti di lavoro stabili nell’industria e nell’agricoltura, settori che pesano rispettivamente appena il 19% (costruzioni comprese) e il 4% circa nella composizione del reddito regionale, composto per il 77% dal settore terziario, che oggi mostra i segni negativi del calo generalizzato dei redditi e dei consumi di massa.

Per queste ragioni è diventato urgente definire un nuovo progetto di sviluppo capace di riagganciare la Sardegna al resto del paese, darsi una valida strategia per superare i condizionamenti storici e geografici – a partire dalla dotazione d’infrastrutture materiali e immateriali – che conduca alla Rinascita economica e sociale dell’Isola attraverso la ripresa costante e sostenuta della crescita del reddito, dell’occupazione e dell’inclusione sociale: l’obiettivo da assumere è una crescita del PIL di almeno il 3% annuo e di almeno
4 punti del tasso d’occupazione, con l’azzeramento tendenziale dell’indice di povertà.

 

SCIOPERO GENERALE REGIONALE DEI SETTORI PRODUTTIVI E DEI SERVIZI A RETE

MANIFESTAZIONE REGIONALE A CAGLIARI

Concentramento h. 9:30 P.zza Garibaldi – Conclusioni h. 12:30 P.zza del Carmine

Partecipano i Segretari Nazionali di CGIL e CISL
Vincenzo Scudiere e Luigi Sbarra

CONCLUDE IL SEGRETARIO GENERALE NAZIONALE DELLA UIL
LUIGI ANGELETTI

  • Per contrastare la crisi, che in Sardegna ha travolto l’occupazione e l’intero sistema produttivo
  • Per ridare centralità al lavoro, come leva di crescita sociale e di democrazia, strumento di riscatto delle persone e delle aree più deboli,fattore primo di contrasto all’emarginazione e alla povertà
  • Per un vero confronto Stato–Regione che ci riconosca la condizione di insularità e restituisca le risorse dovute
  • Per rilanciare la ricerca e l’innovazione, investendo nella formazione e qualificazione del “capitale umano” e in politiche del lavoro più efficaci nel sostegno al reddito, nel reimpiego e nel creare occupazione
  • Per una politica industriale innovativa, ecosostenibile e integrata nel contesto nazionale ed europeo
  • Per difendere, consolidare e innovare i settori industriali esistenti,dalla chimica alla metallurgia dall’estrattivo al tessile, dal sugheriero all’artigianato, dalla cantieristica alla meccanica
  • Per un grande progetto di rilancio, ammodernamento ed espansionedelle filiere agricole, dell’allevamento, del lattiero-caseario, della pesca eitticoltura e dell’industria alimentare
  • Per sbloccare le risorse e realizzare le infrastrutture e le opere pubbliche che mancano, dalle vie e nodi di collegamento alle reti idriche, dai servizi pubblici alla banda larga
  • Per un rilancio qualificato del settore delle costruzioni
  • Per un nuovo e più adeguato piano energetico regionale
  • Per la continuità territoriale per le persone e le merci e per servizi più moderni ed efficienti di trasporto interno
  • Per una politica creditizia finalizzata al sostegno degli investimenti e dell’occupazione

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