Sennori: Calici di Stelle 2010 …..visto da un viaggiatore

Mentre a Sorso si discute della riuscita o meno della manifestazione Calici di Stelle , un turista ha descritto  come lui ha visto laserata enogastronomica gemella in quel  di Sennori che si tenuta la sera precedente a quella organizzata dalla amministrazione Comunale Sorsense.

Qui di seguito un assaggio del resoconto della serata tratto dal sito Appunti di Gola

Lo stand dedicato alla degustazione del pesce

Dubito che ci sia un disegno celeste dietro le coincidenze: soprattutto se il disegno celeste deve in qualche modo giustificare coincidenze che accludono la mia insignificante persona. Eppure non appena calcato il suolo sardo, banda Golfo dell’Asinara, apprendo che Sorso è la “città del vino” e che la manifestazione si chiama Calici di Stelle. Un caso di formidabile pregnanza, laonde non posso mancare. Credo che il territorio che sto calpestando si chiami Romangia, ma non ci scommetterei la mia ultima bottiglia. Nome per la verità che non sfavilla di originalità, così come la storia di intitolare un posto a qualcosa vien in stufo: vedi Viano di Reggio Emilia, reboantemente chiamata “città del tartufo” a contenere almeno tre inesattezze.

La serata è organizzata a Sènnori, con l’accento sulla “e” come si usa spesso sull’isola, a ulteriore testimonianza di una sottile ed inesasuta alienità. Prevede l’acuisto di un bicchiere, corredato di tasca, l’assaggio di tre, cinque o sei vini con un ticket da 8, 10 e 11 europei e una passeggiata nelle ritorte vie del centro storico, con “degustazione di pesce” e “di carne”, infine di “moscato e dolci tradizionali sardi”. L’approccio è super professionale: roba da manifestazioni da enofanatici: bel calice ampio serigrafato dal comune, tasca-tracolla, itinerario stampato su carta patinata eccetera. Poi andrà diversamente, e sono ancora a domandarmi quale obiettivo si sono posti gli organizzatori.

Di allegria ce n’è tanta, e di gente pure: all’assalto dei banchetti transennati per avere un vassoio di carta argentata con uno zinzino di polpo e patate, o di carne di pecora in umido, o porcetto, per la verità uno dei migliori mai assaggiati. Oppure tre-dolcetti-tre, grazie e arrivederci. Certo non sei lì per l’ingozzo, ma le condizioni sono impervie: un fiume di folla a gomiti piantati nelle trippe non è la situazione migliore per “degustare”. Però si tende  tende il calice chiedendo “mettine ancora un po’ , dai” mentre le razioni di mescita sono molto, molto più generose di qualsiasi altra abbia mai visto. Più una vera e propria bicchierata che una degustazione.

Ma con ordine. L’obiettivo era forse valorizzare i vini del territorio di Sennori?  (continuate a leggere alla fonte il link lo trovate in alto all’articolo)

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