Siamo in crisi …la fortuna va stimolata?

Il gioco è fondamentale nelle nostre esistenze, lo è nella infanzia, ancor più nella adolescenza, non ci immaginiamo una gioventù che non giochi, come non vediamo un mondo di anziandi non dedito ad un gioco e che il gioco di tutti i tipi, faccia sempre di più parte della nostra vita quotidiana lo dimostra anche il fatto che sono entrate nel paniere Istat 2012 anche le scommesse sportive,  i gratta e vinci e giochi a base ippica.

Lotterie istantanee, scommesse, e giochi ippici sono stati inseriti nel paniere dell’Istituto di Statistica, nella posizione dei concorsi pronostici in aggiunta ai tradizionali giochi numerici a totalizzatore nazionale e ai giochi a base sportiva,  come la vecchia schedina totocalcio ormai soppiantata e quasi dimenticata…..

Il fatto è che la “fortuna” non smette mai di strizzare l’occhio alla gente,  e oggi con la crisi la fortuna la tentano in tanti, spinti sempre più nell’affanosa ricerca del effimero benessere, lo fa nei punti vendita sotto casa, ma anche utilizzando la leva dei bonus per scommesse.

Ma spesso restiamo attratti anche attraverso la comunicazione di reboanti vincite, che si succedono con cadenzata regolarità. E’ di pochi giorni fà la notizia della vincita ad “vivere alla grande” in un paesino della Sardegna,  baciato dalla dea bendata un trentenne, che si è assicurato una rendita da 10mila euro al mese per 20 anni, più 500mila euro subito e un bonus finale di 100mila euro. “Oltre alle vincite con la rendita — spiega una nota stampa — Vivere alla Grande ha distribuito dal giorno del suo lancio oltre 267,3 milioni di euro con i premi da 10 a 100.000 euro.” però non dicono quanto incassano……Senza il settore dei giochi l’Italia sarebbe in recessione da almeno tre-quattro anni, si sta rompendo di fatto l’ancestrale tabù della demonizzazione del gioco azzardo. Non siamo ancora al livello degli Stati Uniti, dove secondo una recente indagine della Creighton University “più dell’80 per cento della popolazione pensa che scommettere sia accettabile per se stessi e per gli altri” . I giochi sono da considerare, insomma, parte integrante delle attività di tempo libero e “vanno riportati alla dimensione di intrattenimento, di ingegno, di previsione”.

 

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