Sorso e la sua Madonnina

Sorso, 26 maggio 2014 -26 maggio 1208 sono trascorsi ben 806 anni dall’apparizione di nostra Signora Noli Me Tollere ad un muto, tra storia e tradizione.

Madonna di noli metollere
Nostrha Signora di Cabuzzini – Madonna di Noli Me Tollere

Secondo un’antica tradizione, il 26 maggio 1208 la madonna Noli me tollere apparve ad un povero muto, che era andato a cercare legna sulla riva del mare.
Gli apparve una Signora tutta luce e bellezza, che gli chiese di tornare in paese per comandare al popolo ed ai sacerdoti che andassero a prenderla.
Al muto, che le faceva capire gesticolando di non poter compiere la missione, diede il dono della parola.
Tutti allora si recarono in processione verso la spiaggia, nel luogo dell’apparizione, ma la madonna era scomparsa; al suo posto trovarono una statua della SS.ma Vergine con il Bambino sulle braccia.
Il ritorno fu un trionfo, la campagna e le vie furono inondate di grida festose e di implorazioni. La statua fu portata nell’antica chiesa romanica di San Pantaleo e solo a notte alta furono chiuse le porte del tempio. Ai primi albori tutta la popolazione si riunì di fronte alla chiesa, ma la madonna era scomparsa. Iniziarono le ricerche. Il giorno 28 maggio un contadino, mentre era alla ricerca dei suoi buoi smarriti, la ritrovò per caso appoggiata su di un ramo di olivastro; corse in paese e subito il popolo, come la prima volta, si precipitò nel luogo del ritrovamento ed il simulacro venne riportato in processione nella chiesa di San Pantaleo. Al mattino ci fu una nuova delusione per tutti, la madonna non era più nella chiesa. La ritrovarono ancora una volta sull’olivastro; ai suoi piedi una lapide con l’iscrizione: Noli me tollere. Tutti i presenti promisero allora che avrebbero eretto un santuario sul luogo del ritrovamento per obbedire al comando della madonna: «Non toglietemi via di qui». Momentaneamente la statua fu portata nella chiesa di San Pantaleo e non si mosse più.
Il 4 giugno 1208 il pievano e le autorità, come era cerimonia del tempo, segnarono l’area sulla quale sorse la chiesa. Nel 1209 il santuario sorto per la generosità del popolo, accolse la statua della madonna che venne collocata nell’altare maggiore, innalzato sul luogo dell’olivastro sul quale si era posata. La lapide marmorea venne fissata alla porta della chiesa per essere sempre visibile a tutti i fedeli. Purtroppo venne portata via da qualcuno e per questo perduta per sempre. Si tramanda che, con la madonna Noli Me Tollere, Sorso non temette più le incursioni dei pirati saraceni, mentre contemporaneamente altri villaggi dei dintorni e dell’interno dell’isola vennero saccheggiati e distrutti. I prodigi si moltiplicarono.
Il ritrovamento della statua della Madonna sulla spiaggia, coincide con una tradizione che trova riscontro in altre zone costiere della Sardegna, nelle quali il culto mariano appare legato al ritrovamento di un simulacro della Vergine in riva al mare.
In determinate epoche, il mare ha rappresentato una minaccia, un pericolo per l’uomo che ha sentito il bisogno di erigere una barriera divina da frapporre fra quei flutti e la terraferma, ha richiesto una protezione speciale per arginare i continui attacchi degli invasori e le sciagure che ne derivavano. Ecco perché, anche a Sorso, la devozione alla Madonna ha radici lontane e profonde che affondano in quel mare e su quella spiaggia sulla quale, secondo la tradizione, la Vergine approdò.

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