Sorso : QUANDO L’ARTE VA IN TANDEM

E’ in pieno svolgimento, presso il suggestivo Palazzo Baronale di Sorso, la rassegna artistica, coordinata dall’assessore alla Cultura del Comune di Sorso, D.ssa Simonetta Pietri, che ha come titolo “In tadem”. L’evento, creato e diretto dall’apprezzato artista locale Antonello Roggio, si articola in una serie di bi-personali che vede quali protagonisti due artisti alla settimana per un totale di quattordici espositori. Si inizia al sabato con la presentazione degli artisti al pubblico il quale, oltre ad assistere al confronto tra i due espositori su una stessa tematica, può interagire con essi formulando domande sulle tecniche utilizzate e soddisfare curiosità sulle opere esposte.

Ad aprire la rassegna, da buon padrone di casa, il 14 dicembre 2013 è stato proprio Antonello Roggio che ha proposto i suoi lavori in tandem con Franco Marras.
Elevato il livello delle opere proposte che hanno riscontrato l’apprezzamento dei visitatori nonché il plauso degli intenditori d’arte.
L’evento avrà termine il prossimo mese di marzo
Questi i nomi degli artisti che partecipano alla manifestazione: Antonello Roggio, Franco Marras, Mauro Morittu, Luca Tavera, Monica Solinas, Giancarlo Catta, Stefania Spanu, Mario Fois, Vittoria Nieddu, Antonella Canu, Gabriella Colucci, Roberto Bovi, Rosa Migliardi e Silvia Sechi Torralba.
La rassegna si chiuderà nel mese di marzo.
Ho incontrato Antonello davanti a un buon caffè per una piacevole chiacchierata.

puttinoD. Grazie, Antonello, per aver accettato la richiesta di Romangia.net. Ti chiedo subito, come è nata l’idea di questa rassegna artistica e quali 

difficoltà si incontrano ad organizzare eventi di questo tipo.

R. Grazie a voi per avermi contattato, è un piacere parlare di questo progetto che reputo sia d’importanza rilevante, sia per gli artisti che per il comune che ci ospita. IL TANDEM, da cui prende nome la rassegna, diventa sia un confronto tra i due artisti che espongono parallelamente, sia tra artisti e pubblico, artisti e comune ospite, ma anche popolazione e comune. Si crea una catena che coinvolge tutti. Ed è stato proprio questo il mio intento. L’idea della rassegna è nata quando sono venuto a conoscenza del lavoro di Franco Marras ed ho avuto un’intuizione. L’ho contattato e ci siamo conosciuti. Franco Marras è una grande persona, gli ho proposto di fare una bipersonale insieme e successivamente ho pensato che il progetto potesse essere esteso anche ad altri artisti e trasformare l’idea di una mostra in una vera e propria rassegna artistica. Debbo dire che non ho incontrato molte difficoltà poiché ho ottenuto subito il benestare dell’assessore alla cultura, Simonetta Pietri, che ringrazio perché il suo grande aiuto mi ha permesso di dare vita alla mia idea. Ho apprezzato, inoltre, la disponibilità del Sindaco Morghen, al quale sono grato per aver accolto benevolmente la mia proposta e aver autorizzato lo svolgimento della rassegna nelle splendide sale del Palazzo Baronale. Voglio rivolgere un ringraziamento particolare a Marta Pettinau che cura il testo critico della rassegna in generale e di ogni tandem.

D. Che criterio hai adottato per la selezione dei partecipanti?

R. Per quanto riguarda la scelta degli artisti mi sono basato sulla stima e l’affetto che nutro per alcuni di loro e sulla fiducia, elemento fondamentale quando si collabora con altre persone. Per quanto riguarda il mio compagno di viaggio, Franco Marras, conoscevo i suoi lavori pur non conoscendolo personalmente ed è stato piacevole scoprire che la nostra mostra stava nascendo già prima che ci conoscessimo. Mi spiego meglio. Quando sono entrato per la prima volta nel suo studio ho notato che la tematica del suo lavoro era analoga alla mia. Non ci sono state difficoltà di nessun genere con lui sia dal lato artistico che personale. Mentre per quanto riguarda gli altri partecipanti, ho scelto un primo gruppo di persone dando loro piena libertà di scegliere da chi farsi affiancare in questa esperienza. Quindi gli artisti da me scelti conseguentemente hanno scelto a loro volta il proprio compagno o compagna.

i discorsi dei bambini quando perdono i dentini

D. La manifestazione è da considerarsi singolare e irreplicabile o potrà diventare un appuntamento fisso nel quale si alterneranno altri artisti?

 

R. Spero di aver dato vita ad una rassegna che duri nel tempo, un work in progress, e di potermene prendere cura a lungo. Naturalmente questo non dipenderà solo da me e dagli artisti.

D. Vivi e lavori tra la Sardegna e Bologna, inoltre hai esposto i tuoi lavori a Caserta, Brescia, Firenze, solo per citare alcune città nelle quali hai partecipato in occasione di importanti mostre di pittura. Sulla base delle esperienze da te maturate credi ci siano più difficoltà ad imporsi nel panorama nazionale per un artista isolano rispetto ad uno del continente? Se si quali?

R. Ormai vivo in Sardegna, la mia meravigliosa terra che lascerò solo per brevi periodi. Mi sento veramente a mio agio quando sono a casa, in compagnia della mia meravigliosa gatta e circondato da pappagalli, canarini, ecc…, tanto che il mio studio si è trasformato in un’isola tropicale felice. Il discorso delle difficoltà non riguarda il fattore isolano. Anzi molti artisti isolani hanno avuto un gran riscontro nel territorio nazionale e internazionale. Il segreto sta in quello che fai e non credo nemmeno che ci sia bisogno di trasferirsi nella penisola per poter avere un riscontro. La cosa importante è che sia la propria arte a valicare i confini. Sono convinto invece nella difficoltà di riuscire a comunicare qualcosa nei centri in cui forse non c’è una vera e propria educazione all’arte. Per esempio, se non sei uno che fa paesaggi o ritratti manieristici, realistici ecc., non vieni considerato un artista. Bisogna educare la gente all’arte. Potrei citare tanti commenti negativi fatti ai lavori miei e di Marras, che scaturiscono dalla non educazione artistica.

D. A causa del grave momento di difficoltà che sta attraversando la nazione i vari governi che si sono avvicendati hanno applicato drastiche riduzioni sui 

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fondi a favore delle attività culturali. Credi che questo possa scoraggiare gli artisti, siano essi musicisti o pittori, piuttosto che fotografi o ballerini e gli organizzatori di eventi? Come si fa a mantenere vivo l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco quando le difficoltà, soprattutto quelle di carattere finanziario, rischiano di far saltare interessanti manifestazioni?

R. Pur non volendo essere venali bisogna riconoscere che il danaro serve per mandare avanti anche le manifestazioni artistiche. Purtroppo sembra che il governo italiano (e parlo in generale) si sia scordato che l’Italia era il paese dell’arte per eccellenza, ma nessuno fa niente per fargli conservare questo titolo, anzi pian piano lo sta perdendo del tutto. Però la cosa bella è che chi crede nel proprio lavoro non si scoraggia e va avanti. L’arte è come l’aria, come il sangue, non è che se non hai soldi allora smetti di respirare e il sangue smette di scorrere, tutto continua, come disse una famosa artista musicista: “Credo in me, nel mio amore, per Arte si muore” (cit. Carmen Consoli).

D. A livello locale pensi che si potrebbe fare qualcosa di più per la cultura? Che cosa?

R. A mio parere le amministrazioni comunali dovrebbero prendersi cura delle persone che producono cultura in generale, senza lasciarli nel limbo dell’anonimato. Credo che questo non giovi solo agli artisti, siano essi scrittori, musicisti ecc., ma penso che sia importante anche per un comune dare rilevanza ai propri intellettuali. Per farti un esempio personale, il mio lavoro è conosciuto altrove e a Sorso, il mio paese, solo pochi sanno chi sono e cosa faccio. Ancora mi sento chiedere: “Ma fai mostre?”

D. Ti sei formato all’Accademia delle Belle Arti di Sassari e successivamente hai ricoperto incarichi di docente presso vari istituti scolastici. Hai quindi un rapporto quotidiano con i giovani. Cosa consiglieresti ad un ragazzo con la passione ed il talento per la pittura che volesse intraprendere quella strada che tu hai già percorso?

R. Che deve essere abbastanza pazzo per farlo e allo stesso tempo essere consapevole della propria pazzia ah ah ah ah. Credo molto nella realizzazione dei sogni e che niente ti arriva per caso. Se un giovane ha un dono lo deve alimentare, nutrire, far crescere, coccolare e proteggere. Non deve permettere a nessuno di distruggerlo.

D. Quali sono i progetti per il futuro?

R. La voglia di lavorare è tanta, sto già preparando pezzi nuovi e stiamo studiando una nuova collaborazione con Franco Marras. L’idea è quella di superare il mare, ma per ora non diciamo niente.

Le tazzine sono ormai vuote e la nostra amabile conversazione è giunta al termine. Ringrazio Antonello, anche a nome della redazione di Romangia.net, per la disponibilità augurandogli un futuro ricco di successi e grandi soddisfazioni.

Gianfranco Fine

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