Un insegnante sarda si rivolge a Renzi…..per le ragioni del suo scioperare

Una insegnante sarda che in questi giorni ha scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio Matteo Renzi, è balzata agli onori della cronaca

aproposito dello sciopero nazionale degli insegnanti contro la nuova riforma della scuola.

La donna, che lavora come supplente in una prima elementare di Sassari, si è lasciata andare ad uno sfogo sul suo profilo Facebook che ha raccolto il plauso di amici e colleghi ed è stato seguito da centinaia di condivisioni.

 

Ecco il testo:

« Caro compagno Matteo, ti scrivo. Ti scrivo perché oggi pure io ho scioperato. Pure io che sono supplente: 70 euri mi è costato dirti che non sono rezi1d’accordo con te, e per me son tanti eh Mattè… Sono un bè, anche perché per lavorare un giorno me ne dai 39.90… per dirti “Non sono d’accordo con te” me ne hai tolto 70, ma vabbè… dire te lo dovevo. Mo’ te l’ho detto. Non sono d’accordo, e mo’ ti dico perché.

Siediti eh Mattè… pruitte este cosa longa. L’altro giorno ho fatto otto ore di corso di formazione per imparare a valutare le competenze come bisogna fare nella tua Buona Scuola, Mattè.

Ho sentito un saccaccio di cose interessanti, oh ma davvero eh! Cioè… una carrellata di “come dovrebbero essere le cose” che mi ha fatto venire le lacrime agli occhi. E le devo valutare io le competenze degli alunni, Mattè, hai ragione.

matteo_renzi_2__800_800Solo che sono in difficoltà…. Tipo, per la voce “competenze digitali”, ce l’hai presente? Eh… mi vien male, perché in certe scuole i bidelli mi hanno detto che sono entrati i ladri e se l’hanno fregato il pc, Mattè, l’hanno rubato. Poi, tipo nella scuola dove sono adesso, il pc c’è (oh, l’hanno chiuso a chiave, e chi lo tocca?) qui c’ho pure la LIM, però Mattè, oh non so come dirtelo, la connessione Internet… eh quella roba là non ce l’abbiamo.

Sicché come la valuto io la competenza digitale di ‘sti ragazzini? Oh però come poggio sulla cattedra il telefonino mi sanno dire marca, modello, e il nome di un sacco di applicazioni. Ascò, io faccio così: metto dieci a tutti sulla fiducia Mattè. Itte narasa? L’alternativa sarebbe portarlo io da casa il pc con la chiavetta per Internet… ma Mattè, io non ho macchina, viaggio in pullman e a turno mi devo portare da casa già le fotocopie, lo Scottex, la carta igienica, l’acqua… mi viene male. Non gliela fo’ con tutta ‘sta roba in mano.

Poi… per le competenze motorie no? Eh anche in quello sono in difficoltà. Ce li vorrei portare i ragazzini in palestra eh! Però Mattè…un sacco di volte, in diverse scuole, i bidelli mi dicono: “No maè, qui non si può”, e io: “Come non si può? Ma oggi nell’orario c’è educazione fisica”, e loro: “Eh maè… oggi è brutto tempo, dentro la palestra ci piove“. Ci piove, capito Mattè? I tetti delle scuole pubbliche sono un po’, come dire, un po’così… sono vecchiotti. Già lo sai, ogni tanto qualcuno crolla pure in testa agli alunni, lo avrai letto…

E le prove invalsi, Mattè, e toglile ajò! Come faccio a valutare le competenze di ogni singolo ragazzino con uno strumento di standardizzazione di massa? Le classi son tutte diverse, i bambini sono tutti diversi, Mattè. E’ come far indossare a tutte le donne italiane un vestitino uguale taglia 40. Mille staranno bene, ma tre milioni si troveranno in difficoltà, Mattè… capisci a me!!! E poi questa cosa del preside sceriffo, ajò Mattè, non si può sentire. Io sono una che si impegna, Mattè, mi piace il mio lavoro, studio continuamente per migliorarmi, ce la metto tutta, ci vivo di questo lavoro. Faccio fatica a far quadrare i conti a fine mese, mi chiamano poco… lo sai che la scuola soldi per le supplenze non ne ha.

Lo so che non ci diventerò ricca con questo lavoro, ma pensare che insegno qualcosa a questi piccoli uomini e donne che saranno la futura generazione di adulti mi commuove, mi fa sentire importante.

Loro sono il futuro, Mattè, tutti… pure quelli poveri, poverissimi, che una scuola privata non se la potranno permettere mai.

Comunque, riguardo al preside sceriffo dicevo, metti, per assurdo, che nonostante tutto il mio impegno io non gli stia simpatica Mattè, metti che anche se io sono brava ne arriva una più carina, o una che è “nipote di…”, come faccio Mattè? Io parenti importanti non ne ho e d’estetica, Mattè, ho fatto la prova costume ieri… ti dico solo che mi stavano bene solo le infradito.

Ne va della meritocrazia, capisci? E del buon servizio scolastico. E a te la Buona Scuola sta a cuore, no? E poi questa cosa che i supplenti li vuoi eliminare, Mattè, ma la devo prendere sul personale allora.

Mi offendo. Sono offesa Mattè, sono offesa, seriamente. E sciopero. E ti scrivo. Ti scrivo per dirti che la tua Buona Scuola non è buona Mattè, non è buona per niente. Parola di una che nel valore della scuola ci crede e che nel suo lavoro continua a metterci l’ anima, e che per la scuola si batte, insieme a molti altri, per tenerla in piedi.                   in fede Bastianina Ligios »

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One Response to "Un insegnante sarda si rivolge a Renzi…..per le ragioni del suo scioperare"

  1. Romangia punto net  8 maggio 2015 at 14:57

    Brava la nostra insegnante ….continua così se te lo fanno ancora fare 🙁

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